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“Forino era
posto anch'esso lungo la strada per Salerno
dopo Contrada. Il primitivo borgo che si
sviluppava intorno al castello, fu edificato
in epoca longobarda quando il principe
Gauferio comprò alcune terre nella contrada
Petruro; nei pressi di quella che era stata
poi l’area di Confine tra il Principato
beneventano quello salernitano. Proprio per
il controllo della linea di demarcazione fra
i due principati fu più tardi edificato a
pochi chilometri dal casale, un fortilizio
sul monte S.Nicola. Nel 1162 eseguito da
Matteo Francisio, signore di questo castello
era Giacomo Francisio. Nelle segrete,
ricavate nei sotterranei della fortezza,
furono rinchiusi, alcuni prigionieri per
ordine dell’imperatore Federico II. Ma dopo
pochi anni, lo stesso imperatore affidò il
feudo a Bertoldo de Hohemburg. Forino ed il
castello furono in seguito donati da Carlo I
d’Angiò, nel dicembre 1268, a Guido Monfort,
vicario del Regno di Sicilia. L’ebbero
successivamente gli Orsini nel 1420, ai
quali il castello rimase in possesso fino
alla seconda metà del XV secolo, e ancora
Federigo D’Aragona che lo assegnò nel
dicembre 1499 al consigliere regio Giovanni
Cicinello, mentre dai discendenti di costui
fu alienato nel 1563 alla nobile Porzia
Villano. Passò quindi alla famiglia Cecere
nel 1572 e nel 1604 ai principi Caracciolo,
che tennero Forino fino all’abolizione dei
diritti feudali.
Il castello era disposto in posizione
dominante e possedeva opere difensive tali
da renderlo tra i più sicuri della zona.
L’importanza militare che ebbe Forino
comportò più volte l’ampliamento ed il
rafforzamento del castello, che all’epoca
dei bizantini era stato costruito come un
semplice fortilizio. Esso comunicava
visivamente tramite un’alta torre con il
castello di Rota.
Per il principe di Salerno il castello
rappresentava una sentinella indispensabile
per scorgere qualsiasi movimento di armati
provenienti dal principato beneventano, La
costruzione era circolare con l’accesso da
una sola porta, i burroni che la
circondavano ne rendevano difficile
l’accesso e facile la difesa. Nei pressi del
castello nascevano le prime abitazioni dei
contadini, costruite in pietra, e composte
di un solo piano; solo intorno all’anno
mille si cominciò a costruire anche un piano
superiore. Avevano la copertura di paglia:
erano vani angusti senza balconi e
prendevano aria e luce da piccole finestre
prive di vetri e mancavano i servizi
igienici. Per difendersi dalle intemperie le
finestre venivano chiuse con pezzi di legno.
Le abitazioni venivano costruite su di un
tracciato stretto, tortuoso ed addossate una
all’altra, per ripararsi dal vento, dal
freddo e potersi meglio organizzare a difesa
in caso di pericolo. La notte i contadini
riposavano su pagliericci adagiati su tavole
di legno; per ripararsi da freddo durante la
notte, dormivano con i soli indumenti,
coperti da pelli di montone. La vita si
svolgeva in un solo ambiente che serviva per
tutte le necessità del giorno e della notte.
Le stoviglie erano fatte di legno e per
tagliare i cibi si usava il pugnale che ogni
uomo portava per difesa”. |